TFS Dipendenti Pubblici: la CISL preme dopo l’ordinanza della Corte Costituzionale

MEF/Marzo 6, 2026/Comunicazioni Generali

Con l’ordinanza n. 25/2026, la Corte Costituzionale è tornata a esprimersi sul tema critico delritardato pagamento del TFS(Trattamento di Fine Servizio) per i dipendenti pubblici. La Consulta ha ribadito che l’attuale sistema rappresenta un “vulnus di costituzionalità” che deve essere rimosso entro gennaio 2027.

CISL, FP CISL, FSUR CISL e FNP Cislaccolgono positivamente il pronunciamento. Il monito della Corte al legislatore conferma la necessità di intervenire sulla normativa vigente per superare un sistema considerato potenzialmente incostituzionale.

La mobilitazione CISL: 80.000 firme per la riforma del TFS

La battaglia del sindacato non è nuova. Insieme alle Federazioni di categoria, la CISL ha portato la problematica su tutti i tavoli istituzionali, sostenuta da unaraccolta firme che ha superato le 80.000 adesionitra lavoratori e lavoratrici del settore pubblico.

“Riteniamo non più derogabile la modifica della normativa. È necessario restituire ai lavoratori certezze nei tempi e nelle modalità di liquidazione delle somme accantonate.”

Nota unitaria CISL, FP, FSUR e FNP

Equilibrio tra conti pubblici e diritti dei lavoratori

Nonostante la consapevolezza della necessità di salvaguardare la tenuta dei conti pubblici, la CISL sottolinea che la situazione economica attuale del Paesepermette finalmente un intervento risolutivo. Non è più accettabile che il risparmio di una vita lavorativa venga erogato con anni di ritardo, ledendo ladignità e la stabilità economicadei neo-pensionati.

Il sindacato continuerà a vigilare affinché il termine delgennaio 2027fissato dalla Corte non diventi l’ennesimo rinvio, ma il punto di svolta definitivo per la tutela dei diritti dei dipendenti pubblici.

FOCUS:

Ordinanza n.25/2026 – Corte Costituzionale

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